Un buco, un Mostro Amico e una grande risata

“Monica, a letto!” esclama una voce proveniente dalla cucina.
“Facile a dirsi, ho ancora le penne colorate da sistemare nel nuovo astuccio tutto rosa, da controllare le figurine doppie da scambiare con Marco… ecco la figurina con la festa di Halloween la regalo a Luca, che ad ogni ricreazione mi dà un pezzetto della sua merendina al cioccolato e a Marco… niente! Tanto lui non condivide mai le sue golosissime patatine. Poi devo preparare lo zaino, altrimenti me le sento domani la maestra Laura, e poi voglio ascoltare un po’ di musica, e poi, e poi… Non posso andare a letto!”
“Monica, a letto” esclama una voce possente dal salotto.
“A letto, a letto, dormi e fai silenzio, ma io ho pa… pa… non riesco nemmeno a pensarci. Io non posso andare a letto!”
Monica inizia di malavoglia a prepararsi. Via le scarpe, via i vestiti e infila i pantaloni del pigiama.

“Mamma, mamma non trovo INO, il mio orsacchiotto salva riposino” grida Monica dalla sua cameretta. A passi svelti arriva il papà: “Lo abbiamo dimenticato da zia Caterina, ma sei grande, puoi dormire lo stesso”. Il papà chiude la porta e raggiunge la mamma.
“Ino non c’è ma, per fortuna, ho il mio orsacchiotto di riserva nascosto nella maglia del pigiama.”
Monica infila velocemente la maglia del pigiama e si tuffa sotto le coperte. È tutto estremamente, paurosamente buio.
“Mamma aiuto! Sento puzza, puzza tanta, puzza di mostro”.
“Monica ti sei lavata i denti e i piedi prima di andare a letto?” chiede la mamma.
Monica si alza e va lavarsi.
“I denti li lavo bene. Anzi, quasi quasi li lavo due volte, così il tempo passa e forse anche la pa… pa…”.
“C’è ancora puzza di mostro. Lo sapevo che non ero io. È tutta colpa di quel buco nero sul muro. Non è lì da tanto tempo. Giusto il tempo per fare paura proprio a me. Ecco sono riuscita a pensare a quella parola pa… pa…  paura!”.


Monica solleva lentamente le coperte e trova il suo bellissimo calzino arancione fluorescente. Lo prende con due dita, l’odore è disgustoso: un misto di formaggio andato a male, con una punta di tartufo. Un gas micidiale.
“Lo sapevo, il mostro è uscito dal buco e si è rintanato nel mio calzino!”
Con un lancio il calzino vola dalla cameretta al cesto della biancheria.
Monica si arma di torcia, ispeziona ogni angolino del suo letto, cuscino, materasso, coperta, lenzuola… e poi finalmente si infila a letto.
Ogni tanto, solleva il lenzuolo e con un occhietto sorveglia quel grande, enorme, gigantesco buco sulla parete… grande più o meno 10 millimetri.
Il buchino è avvolto da una disgustosa ragnatela bianca.
“Ho tutte le ragioni per pensare male di quel buco, se anche quell’ antipatico di ragnetto, che non riesco a prendere, ha pensato di costruirci una enorme ragnatela. Si sa, è da sempre così: mostri e ragni vanno d’accordo.”
Monica osserva il buco che sembra diventare sempre più grande.

“Esce qualcosa da quel buco, ho pa… pa… panico! È una pallina, no, è il didietro di un ragno, nooo, è un occhio.
Aiuto, un occhio mi sta guardando…”.
“DORMI!” tuonano all’unisono le voci dal salotto.
Monica corre in cucina, apre i cassetti e, armata, decide di affrontare il mostro.
“Ho preso il coperchio della padella della nonna e il mestolo della polenta, sono pronta ad ogni evenienza.”
Monica, battendo il mestolo sul coperchio per fare più rumore possibile, si avvicina lentamente al buco sulla parete. Con un colpo di mestolo disintegra la ragnatela, il buchino sembra sempre più grande. Monica ci si tuffa dentro gridando: “Mostro dei mostri scappa via, che questa cameretta è solo mia!”.
“Aiuto, aiuto mi vuol mangiare!” grida spaventato il povero mostro.
Monica ha un brivido, la casa del mostro è di un verde acido…e tutto puzza mostruosamente di me… me… mela verde.
“Aiuto, aiuto, c’è qui un’orrenda bimba, ha i capelli biondi, le gambe rosso fuoco, la bocca grande, due pezzi di vetro davanti agli occhi, profuma di formaggio ed è armata di mestolo … Mi vuole mangiare, aiuto!” grida il mostro a squarcia gola.


Monica esclama: “Brutto mostro non mi mangerai mai!”.
“Mangiarti? Ma che cosa disgustosa. Come ti vengono certe idee? Sei tu che vuoi mangiare me. Hai già il mestolo in mano!”.
“Come potrei mangiare un brutto e disgustoso mostro, grigio e peloso?” ribatte Monica.
“Anche tu sei grigia e pelosa, e puzzi pure di formaggio. Ma tu i piedi non li lavi mai?” chiede il mostro.
Monica annusa i suoi bellissimi piedini e … che puzza disgustosa, altro che puzza di mostro!
“Ma se io non voglio mangiare te e tu non vuoi mangiare me … perché mi spii?”.
“Io sorveglio il buco che hai fatto. Noi mostri abbiamo una paura estrema dei ba… ba… bambini” risponde il mostro.
“Ma guarda che siamo noi che abbiamo pa… pa… paura dei mostri, e poi io non ho fatto nessun buco” ribatte Monica.
I due si osservano, si scrutano e, con estrema diffidenza, lentamente si avvicinano, si sfiorano, allungano un braccio e alla fine si stringono la mano.
Chi l’avrebbe mai detto? La paura non c’è più.
“Ma chissà chi avrà fatto quel buco sul muro?” Pensano i due nuovi amici.
Certamente la cosa rimarrà un mistero.
Monica saluta il mostramico. Si ritira nel suo letto, chiude gli occhietti e si addormenta, sognando scherzetti mostri dolcissimi.

Qui di seguito potete scaricare la storia completa scritta da Lavinia Agosti, in versione Pdf

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